LA PIEVE DI SOLTO


La Pieve era il luogo dell'inizio e della fine: solo in queste chiese si poteva ricevere il battesimo e solo in questi luoghi si era sepolti. Le Pievi rurali hanno segnato la prima evangelizzazione delle nostre campagne.
Nel secolo XII esisteva a Solto una chiesa con fonte battesimale, come si legge in una pergamena dell'Archivio Capitolare di Bergamo databile intorno al 1180: ".....sol. IX solvit Manfredus Plebis de Saltu" (Manfredo della Pieve di Solto pagò soldi nove). E' citata anche negli elenchi delle pievi bergamasche del 1260 e del 1360. Fu chiesa matrice delle parrocchie di Esmate, Zorzino, Riva, Fonteno, Rova, Castro, Pianico con Sellere.

24 LUGLIO 1471 La chiesa arcipresbiterale plebana di S.Maria Assunta di Solto viene solennemente consacrata dal vescovo Lodovico Donato.
1535 La chiesa ha tre altari
1575 La chiesa ha un campanile a forma di torre con tre campane e cinque altari: Maggiore, Annunciazione, S. Caterina, SS. Sacramento e S. Bernardino. L'Altare Maggiore ha "un icona in cui è scolpita l'Assunzione della B. V. Maria, che è molto bella e chiusa da ante...."
1615 - 1629 Viene costruita l'attuale sagrestia ed un nuovo presbiterio con coro.
1659 La chiesa ha cinque altari: il Maggiore dedicato all'Assunta presso il quale è eretta la confraternita della Madonna del Carmine, S. Bernardino, Annunciata, Madonna del Rosario, SS. Sacramento.
1703 La chiesa ha sette altari: Maggiore, Annunciazione, SS. Rosario, Passione di Gesù Cristo, S. Bernardino, Madonna del Carmine, S. Giuseppe.
1778 Il Campanile è rifabbricato ed il coro modificato.
1780 Consacrazione del nuovo Altare Maggiore da parte del Vescovo Dolfin e dedicazione a Santa Maria Assunta "come in antico".
1813 Decorazione pittorica della volta di Vincenzo Orelli.
1908 Tutto l'edificio viene restaurato e rinnovato sotto la direzione dell' architetto Elia Fornoni. Il pittore Giuseppe Riva affresca la volta del presbiterio e della navata. Il 17 Luglio il Vescovo Radini Tedeschi consacra un concerto di otto campane di cui cinque ancora esistenti, mentre tre requisite nel 1943 a motivo della guerra, sono state sostituite e consacrate dal Vescovo Bernareggi il primo Maggio 1948.
1937 Nuova tribuna in marmi policromi dell'altare Maggiore su disegno di Luigi Angelini.
1962 Si sostituisce l'antica scalinata in acciottolato intercalato da gradoni in pietra di Sarnico con l'attuale ceppo di Gré.
1981 Posa dell'altare Conciliare.
1996 Rifacimento dell'acciottolato del sagrato con camminatoi in pietra di Sarnico.

Tour virtuale
1 Cappella del fonte Battesimale Vasca Battesimale in marmi policromi del' 500 sormontata da tempietto ottagonale in noce. Tela del "Battesimo di Gesù" di autore ignoto del sec. XVIII. Statua lignea di S. Luigi dello scultore Gordiano Sanz ('800). Il Battistero è protetto da cancellata in ferro battuto del sec. XVII.
2 Cappella della Deposizione Tela della "Deposizione del Signore" di ignoto del sec. XVI. Quadro della "Sacra famiglia" di Francesco Callegari (1893). Statua di S. Teresa di Lisieux di ignoto posta in un'urna sotto l'altare.
3 Pulpito o tribuna della Parola Opera lignea di ispirazione fanoniana di Cesare Zonca da Treviolo (1898) con la collaborazione, per le medaglie, di Tommaso Gambirasio
 ( Imitazione del pulpito in marmo di Andrea Fantoni realizzato per la chiesa di Alzano Lombardo) .
4 Cappella della Madonna del Rosario Altare della Confraternita del S. Rosario istituita nel 1637. Statua lignea della Madonna del Rosario di Cristoforo Bettinelli (fine ottocento).
5 Cappella dell'Annunciazione Tela della "Annunciazione della B.V. Maria" di Domenico Carpinoni (1658) con altare del 1844. Statua lignea di S. Giuseppe.
6 Presbiterio Pala della "Assunzione della B.V. Maria" iniziata da Bettino Cignaroli e terminata dal discepolo Pio Piatti (1770). Tela di S. Eurosia Regina di autore ignoto (sec. XVII). Tela della Madonna con Bambino di Gian Antonio Zonca (1689). Altare Maggiore del 1780. Tribuna in marmo su disegno di Luigi Angelini (1937). Stalli corali del sec. XVII e della fine del sec. XIX.
7 Cappella della Madonna con Santi
Tela della "Madonna con Bambino e santi Carlo, Bernardino e Francesco" di ignoto (sec. XVII).
8 Organo e Cantoria Organo di Egidio Sgritta (1863). Mostra dell'Organo di Andrea Fantoni (1708): sul fastigio tre statue rappresentano la Fede, la Speranza e la Carità.
9 Cappella della Madonna del Carmine
Altare della Confraternita del Carmine istituita nel 1644. Statua vestita della Madonna del Carmine. Piccolo quadro della Madonna del Carmelo che porge la scapolare a S. Simone Stock. Statua lignea del Sacro Cuore di Gesù.
10 Cappella dello sposalizio della Vergine
Tela dello "Sposalizio della Vergine" di ignoto, antica copia del capolavoro del Romanino eseguita per la chiesa di S. Giovanni in Brescia.
11 a 11 b Confessionali di Cesare Zanca da Treviolo (fine sec. XIX).
12 Bussola dell'ingresso principale di Cesare Zanca da Treviolo (fine sec. XIX)

ORATORIO DI SAN ROCCO

Non si conosce la data della costruzione dell'Oratorio.
1535 - Negli atti della visita pastorale del vescovo Lippomano il 28 luglio alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Vergine di Solto si legge: Vi è nel luogo un Oratorio dedicato a San Rocco
1575 - Atti della visita di S. Carlo Borromeo alla Pieve di Solto
Nel verbale redatto dal Rev. Don Andrea Pionio, si legge che Giovanni Maria Foresti, nel suo testamento, lasciò per la costruzione dell'oratorio di S. Rocco 300 Libbre da pagarsi dai suoi eredi, ma che, a quell'epoca, non erano state pagate. L'Oratorio ha due altari, uno dedicato a San Rocco e l'altro a Sant'Antonio. Di uno si dice: altare sub cornice picta
Nei decreti della stessa visita si dispone che l'altare di Sant'Antonio entro tre giorni venga tolto. Si suppose fosse dove ancora oggi c'è l'affresco, sulla parete sinistra, raffigurante la Pietà fra San Rocco ed un Santo Vescovo. Si ordina pure che l'Oratorio sul frontespizio, sia chiuso con una parete.
1594 - Negli atti della Visita pastorale del Vescovo Milani si legge: Sotto la mia cura vi è una chiesa di S. Rocho la quale non ha entrata alcuna, et ne tengono cura li vicini a essa chiesa, et ben serata, et ben tenuta, et vi celebra tal volta, et vi sono paramenti, et un calice, et la petra sacrata.
1625 - Negli atti della visita pastorale del vescovo Cornelio si legge...la chiesa di S Rocco ha le sue tovaglie con un solo pallio (ornamento sul fronte dell'altare) di corame. Ha il campanile con una sola campana et è chiusa con ferrata avanti et chiave.
1630 - Anno della famosa grande pestilenza
Gli abitanti di Solto e Furmignano, con atto rogato dal Notaio Quinto Foresti di Solto, fanno solenne voto di festeggiare ogni anno la ricorrenza dei Santi Rocco, Fabiano, Sebastiano e Defendente e di far cantare messa nella festa di san Rocco.
Vedi l'allegato estratto del documento della peste del 1630.
1703 - Negli atti della visita pastorale del 29 settembre del vescovo Ruzzini si legge:
San Rocco. La chiesa ha un solo altare il quale ha un'icona in tela (l'icona in tela è l'attuale che raffigura l'Assunta tra i Santi Rocco e Antonio) Il vescovo decreta che: nello spazio di due mesi si faccia un altare nuovo e ai cancelli di ferro che vi sono da entrambi i lati si metta una rete detta volgarmente ragnata.
1736 - Negli atti della visita pastorale del vescovo Redetti si legge: Si ponga una Croce sul tetto.
1780 - Negli atti della visita pastorale del vescovo Dolfin si legge: L'Oratorio di San Rocco è governato da Sindici.
1858 - Negli atti della visita pastorale del vescovo Speranza si legge: Nell'Oratorio di San Rocco si canta Messa il giorno di Sant'Antonio Abate dal Parroco....e il giorno di San Rocco si canta messa e la sera si cantano i Vespri e si dice il Rosario. Non si conserva il S.S. Sacramento.
Sul campanile di San Rocco si trovano oggi collocate tre campane che recano le seguenti iscrizioni:
sulla campana più grande: regina sine labe concepta ora pro pop. solto ant. Monzini 1878
sulla campana mezzana: S. Roche ora pro pop. solto
sulla campana più piccola: fonderia carlo filippi - chiari - Brescia

 

DIPINTI E SCULTURE DELL'ORATORIO DI SAN ROCCO
Pala dell'Altare raffigurante l'Assunta tra i Santi Rocco e Antonio (autore ignoto del 600)
Affresco della Pietà con San Rocco ed un Santo Vescovo (tardo 500)
Dipinto ad olio su tela ovale raffigurante San Rocco (autore ignoto del 600 / 700)
Dipinto su tela: Cristo che porta la croce (autore ignoto del 600)
Scultura policroma di Madonna con Bambino sulla parete destra della navata (inizio 500)
Statua policroma in legno di San Rocco.
Statua policroma in legno di Sant'Antonio.

 

Oratorio di San Giorgio o dei Disciplini e l'Oratorio del Crocifisso.

L'Oratorio di S. Giorgio, costruito in zona cimiteriale, viene citato in un documento del 2 gennaio 1452. Fu per molti secoli sede dei Disciplini Bianchi o "Battuti". Questa Confraternita sorse nella città di Bergamo nel sec XIV sotto l'invocazione di S. Maria Maddalena e da li si diffuse rapidamente in tutta la provincia, come appare da un gonfalone del 1732. L'opera dei Disciplini fu risposta generosa e provvidenziale a bisogni urgenti e drammatici di tempi in cui erano frequenti le pestilenze, le lotte fra fazioni, le carestie. I confratelli davano vita a processioni penitenziali con lo scopo di ottenere da Dio perdono ed aiuto, si flagellavano, curavano i malati, seppellivano i morti e li suffragavano. Nella seconda metà del 400 i Disciplini di Solto commissionarono al pittore clusonese, Giacomo Busca, un ciclo di affreschi sulla vita di Gesù per il coro dell'Oratorio. Nel 1700 parte di questo edificio fu demolito per far posto all'attuale Oratorio del Crocifisso, onde dare degna collocazione al gruppo ligneo di Andrea Fantoni, eseguito nel 1717 e composto dal Crocifisso tra le statue raffiguranti la Giustizia e la Misericordia sopra un gruppo di anime purganti. Da allora tende a scomparire la denominazione di Oratorio di S. Giorgio per quella della S. Croce o del Crocifisso. Ai Disciplini Bianchi si sostituiscono i Confratelli de SS. Sacramento (la cui "scola" figura già esistente in documenti del 500) che in "Disciplina" indossavano gli abiti per le funzioni importanti: tunica con mantellina rossa, medaglione con raffigurato un ostensorio. Nelle processioni recavano delle lampade poste su lunghi bastoni di legno. Questa Confraternita, nota come quella dei "Gesuplì" o "Gisuplì", si sciolse intorno al 1950. Si raduna in "Disciplina" anche la Congragazione delle "Vergini di S. Orsola", fondata a Solto nel 1671. Nel 1712 annoverava 30 iscritte.

Casa vecchia dell'arciprete

Si ha notizia di questo edificio già nell'inventario del patrimonio della Pieve di Solto del 2 gennaio 1452. La parte più antica, ossia la "Domus Plebis", risale al sec. XII-XIII. L'edificio viene ristrutturato nel sec. XVI diventa "Casa del Cappellano" ove il 7 aprile 1763 muore il Cappellano Conte Gerolamo Albani. Verso la fine dell' 800 viene adibita ad abitazione del sagrestano della chiesa parrocchiale fino al 1975. L'ultimo restauro è del 1988. Vicino all'ingresso a nord su una pietra del muro è incisa la data: 1431.

Casa nuova dell'arciprete

Dall'inventario dei beni parrocchiali della Chiesa di S. Maria di Solto, redatto il 2 gennaio 1452 dal notaio Conte Bernardo Foresti, risulta che questa casa ricoperta di coppi, da poco edificata e composta da alcune stanze a volta (cilteri), era sita sotto l'oratorio di S. Giorgio e il sagrato, vicino al cimitero. Era attigua ad un edificio del Consorzio della Misericordia di Solto. Verso la fine del 400 vi si trasferì, dalla vecchia casa, il signor Arciprete. Nel quadro di S. Eurosia Regina (sec. XVII), collocato sul Presbiterio della Parrocchiale, questa casa è raffigurata con aspetto imponente, simile a quello attuale, ma senza l'ultimo piano, il terrazzo ed una piccola parte di fabbricato ad occidente.